Società  interdisciplinari, da evitare l’ennesimo autogoal

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Società interdisciplinari. Il tema è divisivo per l’avvocatura: una parte si riconosce nella posizione del Cnf, secondo cui l’avvocato non potrebbe, nè dovrebbe, partecipare ad associazioni o società interdisciplinari, l’altra di contro vede questa eventualità già legalmente consentita, nonchè professionalmente vantaggiosa. Per l’associazione nazionale forense tirarsi fuori dalle società interdisciplinari vuol dire restare all’angolo mentre le altre professioni creano sinergie in tempo di crisi. Evitare autoreferenzialità e isolamento, pena l’ennesimo autogoal dettato dall’intransigenza e dalla scarsa lungimiranza, senza storcere il naso di fronte alla questione del socio di capitale, la cui presenza in posizione minoritaria in società non coincide necessariamente con un aminaccia all’autonomia e all’indipendenza dell’avvocato. Questo sostanzialmente la posizione dell’Associazione Nazionale Forense per bocca del segretario Ester Perifano. I problemi non si limitano tuttavia alle questioni di leggitimità e opportunità, da sciogliere, tra gli altri, anche il nodo previdenza.